Circolo PRC Pietralata
 
   
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LETTERA PUBBLICATA SU LIBERAZIONE DEL 19-03-09

“L’onorevole Angelina” che guida le donne della borgata ro­mana all’assalto dei magazzini di pasta e ad occupare gli alloggi vuoti di uno speculatore edilizio; l’epica sottoproletaria dei “ Ragazzi di vita” di Pasolini; “Un anno a Pietralata” del maestro Bernardini: in queste famose coordinate il popolare quartiere ha conquistato riflettori addirittura internazionali.


Il cuore pulsante della gente, nell’incontro di contadini, operai, immigrati,sfollati e disoccupati è sempre stato il bisogno di recuperare dignità del vivere. Un sentimento forte di solidarietà e di riscatto dalle proprie condizioni e dalla realtà data, ha prodotto nel tempo un percorso di lotte che sono rimaste memorabili nella storia della città.


Da borgata destinata ad accogliere, durante il fascismo, gli sfollati di Porta Metronia, Pietralata seppe riscattare il destino miserabile cui uomini e donne erano stati assegnati. Diventò simbolo della resistenza romana alle retate e alle prevaricazioni dei nazifascisti durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale.


Nel tempo lungo che divide la condizione pasoliniana dall’attuale Pietralata, il carattere rivendicativo e il bisogno di emancipazione hanno puntualmente individuato questo quartiere. La memoria storica sta proprio nelle vertenze per il soddisfacimento di bisogni fondamentali: la stagione delle lotte per la casa e per i servizi sociali (asili nido, scuole, verde pubblico,consultorio sociosanitario, ospedale, trasporti) si è intrecciata con le battaglie politiche e sindacali degli edili e dei metalmeccanici che, in tanti, vivevano nel territorio.


Per tanta parte di questi cittadini, isolati per lungo tempo dal contesto cittadino, la Chiesa e il Partito comunista sono state le principali (se non esclusive) istituzioni di riferimento.
L’abbattimento delle ultime baracche nel ’76 con l’azione risanatrice e rinnovatrice del sindaco Petroselli segna lo spartiacque; in termini urbanistici con il rialzo delle strade, le nuove costruzioni in cooperativa, la metropolita, i supermercati e in termini sociali con l’innestarsi del ceto medio e impiegatizio.
Quel che rimane è il senso di appartenenza collettivo, la storia e la tradizione di lotte (seppure segnate da un atteggiamento di forte e spesso acritica delega).


Il bisogno di futuro rimane nel codice e nelle ambizioni dei cittadini di Pietralata. Un umore ribelle spesso inespresso che vive come sotto traccia e che il PRC ha mantenuto vivo nel tempo recente: un patrimonio che ha bisogno di trovare nuove forme e nuovi obbiettivi e che non può essere ulteriormente disorientato in questi tempi di grande confusione ideale, di crisi economica e sociale.


Per questo una parte di compagne /i, pur nella diversità di ricerca e di speculazione ideale, scommettono sulla necessità di garantire, innovandolo, il percorso di emancipazione e di lotte, per non disperdere il patrimonio umano e politico: siamo al momento senza sede (non avendo più come riferimento quella di Via del Peperino) ma abbiamo la determinazione di andare avanti per l’alternativa di democrazia, a sinistra; ufficializziamo dunque, al quartiere e alla città, che il cammino del PRC-Sinistra europea di Pietralata continua.


I compagni e le compagne del
Circolo PRC  Pietralata

www.prcpietralata.org